This is Burning Man

11 settembre 2013 | Giorgia | Stampa articolo |
This is Burning Man
Arte Moda e Cinema
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Un atto spontaneo di “radicale espressione di sè”, così è riportato nel libro “This Is Burning Man: The Rise of a New American Underground “ e nei 10 principi del festival.
Il Burning Man è un festival, di 8 giorni, che si svolge dal 1986, anno in cui Larry Harvey insieme a 20 partecipanti costruì e diede fuoco ad un fantoccio di legno sulla spiaggia di Baker Beach a San Francisco, dando così il nome all’evento.
Nel 1990 il festival è stato spostato nella sua attuale sede nel deserto del Black Rock in Nevada, dove ogni anno, a fine agosto, nasce autodefinendosi “Black Rock City” e, insieme ad essa, una spontanea comunità di esseri al di sopra di se stessi, al di sopra delle barriere costruite dalla società e al di là dei confini delimitati dagli usi e costumi a cui ognuno appartiene. Non è una forma di anarchia ma una comunità autosufficiente, regolata da sentimenti di condivisione e vissuti di esperienza immediata, non ripetibile.
Il centro della città è la Playa, dove quest’anno erano disposte più di 300 installazioni artistiche (non per quel vizio di parlare con i numeri, ma il festival ha registrato circa 65,000 partecipanti quest’anno), qui si esprime questa società civile, qui prendono vita opere, installazioni e performance artistiche in un atmosfera di parvenza alterata (alla Lucy in the Sky with Diamonds) ma autentica nel diritto, concreto, della partecipazione.
Da un po’ di tempo è nella mia listadellecosedafare e prima o poi ci andrò  ma, intanto, anche quest’anno il “Man” ha preso fuoco decretando la fine del festival  quindi, per ora, non rimane che guardare qualche foto:

La curiosità: il primo Google Doodle,  nato nel 1998,  è stato ideato dai fondatori della società per indicare la loro partecipazione al Burning Man.

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