Vestire Vegan

Una moda naturale

19 maggio 2014 | Redazione | Stampa articolo |
Vestire Vegan
Arte Moda e Cinema
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Vestire Vegan vuol dire rispettare la vita senza per questo rinunciare allo stile. Lo sanno bene le star di Hollywood sempre più affascinate ad abiti, gioielli e accessori in fibre naturali, sempre più commerciali e sempre più fruibili. La filosofia vegana a cui sempre più persone aderiscono nel rispetto per se stessi e per il mondo che le circonda, si basa infatti sulla concezione di un rifiuto allo sfruttamento animale che interessa non solo l’abbigliamento, ma il cibo, gli oggetti. Coerentemente allo sviluppo di questa nuova tendenza, anche in Italia iniziano a nascere i primi negozi completamente Vegan, specializzati nella produzione di abbigliamento 100% naturale, come, ad esempio Karol D. Non solo. Celebre la collezione di accessori e abbigliamento di Stella Mc Cartney, figlia d’arte e vegana convinta che disegna di proprio pugno modelli di abiti, occhiali e borse dando vita ad una catena di negozi monomarca che stanno spopolando nelle più importanti metropoli. Semi di lino, acido citrico e persino una sostanza ricavata dallo zucchero, sono gli ingredienti alla base delle sue collezioni.

Per i fanatici del jeans c’è poi Monkee Genes, marchio inglese nato nel 2006, occupato nella produzione di jeanseria multi modello.

In fatto di scarpe non possiamo non citare Zapatos, nota azienda di calzature che propone comodi e innovativi modelli per i piedi più esigenti.

E naturalmente, per gli accessori, il riferimento è al marchio Magma Jewels, di madre salentina, quindi 100% italiano, i cui prodotti derivano dal recupero di materiali restituiti dal mare e modellati dall’acqua.

E le restanti produzioni? Come riconoscere se fanno al caso nostro?

Basta non trascurare i dettagli affidandosi non solo alle citazioni in etichetta, ma, soprattutto, alla propria conoscenza. In alternativa alla pelle, per esempio, possiamo scegliere la Lorica, marchio brevettato a cura di una celebre conceria, noto per essere non solo salubre, ma altamente traspirante e compatibile con la pelle dei nostri piedi. Nato circa 20 anni fa, ormai, la Lorica si basa sulla lavorazione di microfibre non tessute che danno vita ad una fattezza molto simile alla pelle comunemente conosciuta, solo meno irritante, non sensibilizzante e anallergica.

In alternativa alla lana, si può optare per il velluto, la ciniglia di cotone, la flanella o il pile. La curiosità è che, questi tessuti, possono essere venduti anche sotto forma di filato tanto che, le più appassionate, potranno dedicarsi in prima persona alla creazione dei loro capi o accessori.

Nella scelta dei piumini, invece, bando ai piumaggi e sì all’imbottitura sintetica in Fibrefil, sia per le giacche che per i piumoni.

Ed, in ultimo, non serve scegliere la seta, a quanto pare derivata dalla bollitura di bachi ancora vivi affinchè sia estratta dai loro bozzoli, perchè possiamo tranquillamente scegliere la viscosa, derivata dalla lavorazione del legno, della paglia e del cotone

Insomma, vivere “Veg” non è poi così difficile: richiede certo un po’ più di cura, di attenzione, ma se il prezzo è la salute e non solo nostra, perché rinunciare?

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