Berlino: meta di startup

7 maggio 2014 | Paolo M | Stampa articolo |
Berlino: meta di startup
Attualità
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Il 1989 fu, per la città di Berlino, l’anno della rivoluzione, perché l’abbattimento del muro che separava la Germania dell’Est dalla Germania dell’Ovest, segnò non solo l’unificazione culturale di un paese, ma divenne anche simbolo di emancipazione, di libertà.

Ad oggi si potrebbe indicare, con quella stessa data, l’abbattimento di barriere culturali, il superamento di limiti che ad oggi fanno di Berlino, una città in continua evoluzione, meta ambita dalle menti più brillanti e creative, spazio di raccolta di nuovi e giovani progetti che, non solo trovano accoglienza, ma persino, sostentamento.
Grazie al basso costo della vita, agli incentivi statali, alla vivacità culturale alimentata dalle molteplici possibilità, oggi, la città, può considerarsi la capitale europea delle startup.

Numerosi sono i giovani che scelgono di trasferirvisi con l’intento di crearsi un futuro, con l’ambizione di veder nascere nel pratico una loro idea, come già prima di loro, è accaduto a tanti altri coraggiosi che, proprio a Berlino, hanno radicato e visto crescere le loro idee.
Alcuni, tra gli esempi di maggior spessore, riguardano le aziende di e-commerce, tra cui Zalando, fondata nell’ormai lontano 2008 da due ragazzi intraprendenti che prendono il nome di Robert Gentz e David Schneider. Inizialmente dedicata all’esclusivo commercio di calzature, in un modesto magazzino, oggi, l’azienda si estende su una superficie di circa 27.000 mq e conta di espandersi ulteriormente per dare spazio alla sempre maggiore quantità di prodotti destinati alla vendita che fanno fronte ad una richiesta in altrettanta crescita costante.
Altro esempio da tenere bene a mente è SoundCloud, piattaforma per lo streaming audio fondata nel 2007 da Alexander Ljung e Eric Wahlforss, che permette agli artisti di caricare la propria musica ed agli utenti di sincronizzare il proprio account con un altro sito e condividere le proprie canzoni con altri siti, o Twago, piattaforma leader in Europa per il lavoro online ove individui e aziende possono trovare gli esperti di cui hanno bisogno per i loro progetti, mentre freelance e agenzie trovano lavoro e nuovi clienti. E potremmo citarne molte e molte altre ancora perché di startup, a Berlino, ad oggi, se ne contano oltre 533 diverse.

In tutta questa favola, però, che ha valso alla città lo pseudonimo di “Next Silicon Valley” (Npr) o di “Europe’s hottest startup Capitals” (Wired UK), non manca certo l’antagonismo del limite. Esattamente, il lieto fine, non è per tutti: molti, infatti, non ce la fanno, l’ambiente è sempre più competitivo, i posti di lavoro sono in numero sempre minore perché sempre più grande è il numero di chi emigra in cerca di fortuna, senza mettere che, la conoscenza del tedesco è comunque necessaria.
Viene da sé allora riflettere e chiedersi se, magari, Berlino, più che una meta da raggiungere, possa divenire un modello da seguire in Italia, dove, peraltro, qualcosa già appare muoversi.

Se volete, qui potete avere un’idea delle startup presenti a Berlino: berlinstartupmap.com.

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