Una criminalità dilagante invade tutto il Paese

Lo chiamano gioco ma è una straziante conferma di dove sta andando questo Paese

7 aprile 2014 | Redazione | Stampa articolo |

C’è chi lo chiama gioco, altri giornali la chiamano “moda” come se picchiare un passante senza motivo e fuggire sia una moda o un gioco.

In realtà è solamente una straziante verità e ulteriore conferma di dove stia andando questo Paese allo sbando. Questi sono segnali allarmanti di una criminalità dilagante, che trova sempre più conferma nelle serie televisive violente e senza alcuna morale. Trova conferme nella comunicazione e nell’esempio che i media ed il governo ogni giorno danno con  una serie incredibile di “cazzate” sparate al ritmo di una mitragliatrice impazzita.

Leggiamo giornali e sentiamo telegiornali parlare del niente, di cronaca rosa con notizione del secolo, cronaca nera come se non si sapesse la provenienza di tutta questa violenza. Nel frattempo la politica si litiga le poltrone e si divide i soldi pubblici tra rimborsi e pensioni d’oro dopo ormai anni e anni di sperperi e ruberie.

L’Europa che sta lì a guardare dall’alto della loro forza economica senza minimamente riflettere su quanta violenza si stia generando con la crisi economica e con l’auterity che si continua a professare. Un’Europa che si fa chiamare Unita quando nacque come Comunità, che è cosa ben diversa, e non fa nulla per evitare il massacro delle generazioni del futuro perchè tanto quello che conta è il presente, nemmeno fossero Buddisti!

Nessuno tra tutti questi, pensa al bene del popolo. Nessun pensa alla criminalità dilagante che cresce tra “mode” e “giochi” violenti dopo che ormai la paura è diventata parte integrante dell’intero pianeta. La paura di dover vivere con la paura. Si perchè, purtroppo, il genere umano vive e combatte le sue paure interne da sempre. Ma la nuova realtà è che seppur si è diventati forti per sconfiggere o quantomeno controllare quelle interne, ci si trova poi a dover fare i conti con paure con cui non puoi competere perchè non ti appartengono. Paure generate molto spesso in modo consapevole da chi ci guida come marionette.

E penso alle persone anziane che si trovano un giovane violento di fronte che le sferra un pugno in volto per il macabro gusto del divertimento. Immagino un genitore che vede suo figlio picchiato per niente, immagino una nonna in un centro commerciale che, nella distrazione di tutti, riceve un pugno da delinquenti qualunque che scappano e ridono di un gesto che solo fino a qualche tempo fa sarebbe stato difficile solo pensarlo.

Mi riferisco a questo nuovo modo di passare il tempo che molti ragazzi  di questa generazione ormai allo sbando, senza lavoro ma sopratutto senza alcun futuro, si trova a compiere. Alcol, droghe pesanti o sintetiche, e nemmeno venti anni, spesso nemmeno maggiorenni, in giro “fatti persi” a menare pugni da codardi.

Ricordo ai miei tempi quando una rissa o una “scazzottata”, al limite del dovuto, era necessaria solo per l’onore ed il rispetto mancato.

Oggi ci troviamo tra violenza gratuita, ragazzine senza valori che si danno per una ricarica, governi corrotti che sperperano i soldi pubblici e ne chiedono sempre di più, media tra giornali e tv che parlano solo di bellezza estetica ed elogiano l’ignoranza.

Se questo è il mondo, scusate ma io voglio scendere….

Per approfondimenti:

Corriere della sera

Corriere

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