Dal Gange alla Muraglia Cinese: quali opportunità?

10 luglio 2014 | Angelo Ambrosino | Stampa articolo |
Dal Gange alla Muraglia Cinese: quali opportunità?
Attualità
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Dall’inizio dell’anno i timori legati alla crescita della Cina hanno penalizzato l’indice azionario del Paese.
Contestualmente l’India ha visto un avvicendamento al Governo e l’agenda di ambiziose riforme del nuovo esecutivo ha favorito un rally azionario. Questo contributo si focalizza sull’analisi dello stato di salute e delle opportunità di investimento che si possono trovare nei due principali mercati asiatici.

L’economia e il mercato cinese

L’economia cinese, come noto, si trova in una fase di transizione orientata al ribilanciamento a favore dei consumi come driver di crescita. Il Governo di Pechino, come stabilito nel Piano Quinquennale e nel documento programmatico del terzo Plenum del partito, è infatti intenzionato ad implementare una fitta agenda di riforme finalizzate a trasformare la Cina in una economia più sostenibile, caratterizzata da una crescita di qualità, trainata dai consumi interni e guidata non più dallo Stato, ma dalle forze di mercato.

A fronte della possibilità di un rallentamento del PIL cinese al di sotto del 7,5%, il Governo ha accelerato il cammino delle riforme strutturali, focalizzandosi inoltre sul supporto alle aziende, in favore dell’occupazione e dei consumi interni. A fronte di questo scenario l’indice Shanghai Composite ha fatto registrare dall’inizio dell’anno una flessione del 3,7%, rimanendo sostanzialmente in pari sull’orizzonte di 12 mesi. Al contempo le migliori aziende legate ai settori della Nuova Cina hanno saputo sovra-performare ampiamente il mercato.

L’economia e il mercato indiano

Recentemente si è assistito a un significativo aumento di interesse da parte degli investitori verso il mercato azionario indiano. Nel 2012 e 2013 gli investitori avevano sottopesato questo mercato a causa di una compagine governativa poco stabile, un debito gemello tra i più alti nei mercati emergenti e una valuta in deprezzamento.

Il Paese era infatti passato da tassi di crescita del PIL di circa il 10% all’anno, ad un tasso del 5% circa negli ultimi 4 anni.

Vi sono tuttavia le condizioni affinché l’India possa trovare nuovo slancio grazie all’azione del nuovo governo e non mancano dunque in questa fase le opportunità di investimento in questo Paese.

Sul fronte delle politiche governative e della Reserve Bank of India, le iniziative adottate già nei mesi passati per contrastare il deficit della bilancia dei pagamenti e il disavanzo pubblico hanno ottenuto risultati positivi.

La Rupia indiana, dopo una fase di forte deprezzamento, si è stabilizzata negli ultimi mesi, recuperando terreno rispetto ai minimi e rimanendo al contempo sufficientemente debole da favorire i settori legati alle esportazioni.

A maggio si sono concluse le elezioni, vinte da Narendra Modi: leader del partito BJP (Bharatiya Janata Party) e figura apprezzata dagli investitori.

Modi ha infatti incentrato il suo programma proprio sulle riforme economiche orientate ad incentivare la crescita e sull’impegno ad abbattere gli ostacoli che hanno maggiormente scoraggiato nei passati due anni gli investitori internazionali e quelli locali. Guardando anche alle politiche adottate da Modi nello Stato del Gujarat da lui guidato, queste si sono dimostrate efficaci e sono state focalizzate sulla costruzione di infrastrutture, sulla lotta alla corruzione e all’eccessiva burocrazia. Anche a causa di ciò i mercati vedono con favore l’elezione di Modi alla guida del Paese.

Riforme e opportunità in India

ll successo elettorale ha fornito al nuovo governo una base di stabilità, consentendo di portare avanti le riforme economiche. I settori dell’economia che offrono le migliori prospettive future sono costituite da:

  • Consumo domestico: un tema secolare di crescita. In questa fase il settore dei beni di consumo discrezionali è favorito da valutazioni a sconto e in particolare possono fare bene le aziende leader e quelle con market share in crescita e ampie gamme prodotti.
  • Esportazioni: queste sono favorite dalla rupia debole e, per il settore IT, dalla forte domanda internazionale, in particolare proveniente dagli Stati Uniti.
  • Settori ciclici: il settore bancario più di altri beneficia di valutazioni interessanti e di prospettive positive in un contesto di ripresa economica. Inoltre un governo relativamente più stabile è in grado di generare una ripresa sul versante delle infrastrutture.

Infine, è importante sottolineare che il mercato indiano spicca per la sua ampiezza, per un elevato livello di diversificazione settoriale e per la presenza di aziende con standard di corporate governance particolarmente elevati nel contesto degli emergenti.

Queste caratteristiche rendono il Paese particolarmente adatto ad un approccio di investimento bottom up fondato sull’attenta selezione dei singoli titoli con le migliori prospettive.

Nel complesso l’India rimane uno dei mercati nazionali più promettenti al mondo, data la scarsa penetrazione dei beni di consumo discrezionali e dei prodotti finanziari, la crescente urbanizzazione e la necessità di uno sviluppo delle infrastrutture.

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