Esame di Maturità: tra le tracce, Quasimodo

Uno dei temi riguarda il confronto tra l'Europa del 1914 e quella attuale

18 giugno 2014 | Redazione | Stampa articolo |
Esame di Maturità: tra le tracce, Quasimodo
Attualità
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Sembra quasi una provocazione il chiedere di discorrere, argomentando, le analogie e le differenze tra l’Europa passata e quella attuale, quasi una volontà di risvegliare alla coscienza, gli errori di un tempo o le strategie di salvezza. Eppure, tra le tracce che oggi circa 500000 studenti si troveranno a dover svolgere, c’è proprio questa: “Europa nel 1914 e nel 2014: quali le differenze”. E non solo. Evidentemente ai fini di una più critica esamina della realtà, fra i vari temi, per quanto concerne il saggio breve scientifico, troviamo la “pervasività delle tecnologie”.

Il saggio breve in ambito letterario-artistico vede come tema “il dono”, mentre, dopo ben 12 anni, viene proposta una poesia di Quasimodo tratta dalla raccolta “Ed è subito Sera”: “Ride la gazza, nera sugli aranci”.

Renzo Piano è invece il soggetto principale del tema di carattere generale ispirato dal Sole 24 Ore del 26 Gennaio “Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. E’ fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. […] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. […] Spesso alla parola “periferia” si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?”.

Sembra chiaro come le tracce, apparentemente complesse ed evidentemente basate su un’attenta riflessione dell’oggetto in questione, vogliano offrire agli studenti la possibilità di far sentire la loro voce su quanti più aspetti caratteristici della nostra epoca: la crisi, l’urbanizzazione incontrollata, la dipendenza tecnologica. Perché, in fondo, la maturità, chiede anche questo: un saper osservare la vita con occhio critico e distintivo. E nessuno, meglio dei giovani, con la loro esplosione intellettuale, segno caratteristico di un’età che si affaccia alla complessa realtà del vivere con fiducia, può regalare visioni alternative rispetto ad un’insoddisfazione scontata.

E quindi, in Bocca al Lupo a tutti i maturandi e non per questi esami, ma per la vita oltre.

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