Rendite finanziarie: nuovo regime fiscale dal 1 Luglio

Cosa cambia nella tassazione sulle rendite finanziarie

30 giugno 2014 | Angelo Ambrosino | Stampa articolo |
Rendite finanziarie: nuovo regime fiscale dal 1 Luglio
Attualità
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Come noto sta per entrare in vigore una riforma della tassazione sulle rendite finanziarie.
La nuova fiscalità impatterà gli investitori e quindi analizziamo alcune note operative sui principali cambiamenti.

A partire dal 1° Luglio 2014 entrerà in vigore un aumento dal 20% al 26% della tassazione delle rendite finanziarie generate da strumenti quali i conti correnti, i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati, nonché da obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie.

Anche dopo il 1° Luglio il trattamento fiscale dei fondi di investimento continuerà quindi ad essere analogo a quello di conti correnti, depositi bancari, azioni, obbligazioni, ETF e di tutti i principali strumenti di investimento con la sola eccezione dei titoli che rientrano nella “white list” (cioè titoli di Stato o equiparati che godono di un trattamento fiscale agevolato).
Questi manterranno il trattamento già in vigore, con una tassazione al 12,5%.

Un punto cardine della riforma risiede nel trattamento fiscale degli investimenti effettuati prima dell’entrata in vigore di questa riforma. Al riguardo, per le Sicav di diritto lussemburghese, diversamente da quanto accade per l’amministrato, l’affrancamento avverrà in maniera automatica per tutti gli investitori. Pertanto non saranno necessari interventi da parte degli investitori in fondi (o dei distributori) al fine di ottenere un trattamento fiscale che differenzi fra le plusvalenze maturate prima e quelle maturate dopo l’entrata in vigore della riforma il 1° Luglio.

Seguono alcuni esempi, a scopo esplicativo, delle casistiche maggiormente comuni per gli investitori in fondi comuni:

  • sottoscrizione di quote con un valore NAV al momento dell’investimento iniziale pari a 1.000 €, il cui valore al 30 Giugno 2014 fosse di 1.200 € e un valore NAV al rimborso in data 30 Settembre 2014 (o altra data successiva al 30 Giugno 2014) di 1.500 €. La plusvalenza di 500 € sarà tassata come segue: al 20% su quanto maturato al 30 Giugno (200 €) e l’eccedenza (300 €) sarà soggetta all’aliquota del 26%.
  • sottoscrizione di quote con un valore NAV al momento dell’investimento iniziale pari a 1.000 €, il cui valore al 30 Giugno 2014 fosse di 1.200 € e un valore NAV al rimborso in data 30 Settembre 2014 (o altra data successiva al 30 Giugno 2014) di 1.100 €. La plusvalenza (100 €) sarà tassata al 20%, in quanto maturata integralmente prima del 1° Luglio.
  • sottoscrizione di quote con un valore NAV al momento dell’investimento iniziale pari a 1.000 €, il cui valore al 30 Giugno 2014 fosse di 800 € e un valore NAV al rimborso in data 30 Settembre 2014 (o altra data successiva al 30 Giugno 2014) di 1.500 €. La plusvalenza (500 €) sarà tassata al 26%, in quanto maturata integralmente dopo il 1° Luglio.

Alla luce delle modifiche introdotte, l’investimento in strumenti fiscalmente ottimizzati attraverso le obbligazioni di Paesi in “white list”, può risultare ancor più favorevole che in passato.

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