Risparmi: i clienti delle banche investono alla cieca

Per otto italiani su dieci la gestione dei risparmi negli ultimi dieci anni è diventata complessa e difficoltosa

2 luglio 2014 | Angelo Ambrosino | Stampa articolo |
Risparmi: i clienti delle banche investono alla cieca
Attualità
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Che l’empowerment finanziario, ossia la responsabilità delle decisioni economiche, sia legato al ruolo che le banche occupano all’interno del mercato dei prodotti finanziari, lo conferma l’ultima indagine di ING condotta in 13 Paesi su un campione di 12.000 persone, secondo la quale 8 europei su 10 ritengono le decisioni di carattere finanziario una priorità.

Stando allo studio, infatti, a fronte di una media europea del 73% dei risparmiatori che riconosce tale responsabilità, sollevando così le banche dal ruolo di decisore, il massimo livello di empowerment si registra in Inghilterra (83%), seguita da Austria e Repubblica Ceca (82%), mentre agli ultimi posti si classificano la Turchia (63%), la Spagna (67%) e anche l’Italia (69%), paesi nei quali la figura della banca è più centrale rispetto alla media.

L’indagine, inoltre, conferma anche la crescita della propensione al risparmio con l’avanzare dell’età: il livello di responsabilità degli under 25 (66%) è inferiore rispetto a quello dei 55enni (77%) e sembra riflettere la tendenza agli investimenti.

Diversamente da coloro che affidano la responsabilità finanziaria dei propri risparmi alle banche, i cittadini europei con un alto livello di empowerment finanziario hanno una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nel management delle finanze personali: solo il 20% dei più responsabili rischia di trovare il proprio conto bancario “in rosso”, contro il 32% di chi delega agli istituti bancari.
Dall’indagine, infine, emerge in maniera molto chiara come la gestione dei propri risparmi sia diventata negli ultimi dieci anni, complice anche la crisi finanziaria, complessa e difficoltosa per ben il 67% dei cittadini dell’Eurozona, italiani in testa con un 82% di persone disorientate, seguiti dai turchi (75%) e dai romeni (73%).

I motivi?
Su tutti, gli italiani indicano l’assenza di strumenti adeguati per un’amministrazione efficace del proprio bilancio.
Unica nota positiva, la figura del promotore finanziario italiano ed il mobile banking che si confermano i migliori strumenti per avere un maggiore controllo sul proprio denaro.

Lo dichiarano 8 risparmiatori europei su 10, con l’Italia posizionata sopra alla media (83%), che sostengono di avere migliorato la gestione delle proprie finanze grazie all’aiuto del promotore finanziario ed alla possibilità di accedere ai servizi bancari attraverso smartphone e tablet.

Risultati indagine ING

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