Travaglio su Renzi: Che cos’è, uno scherzo? Speriamo

Di seguito riportiamo alcuni estratti dell'editoriale di Marco Travaglio, scritto oggi per il Fatto Quotidiano. Nel mirino del giornalista la squadra di Governo che Renzi sta per mettere in piedi.

19 febbraio 2014 | Redazione | Stampa articolo |
Travaglio su Renzi: Che cos’è, uno scherzo? Speriamo
Attualità
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Agli Esteri e all’Interno si dice che lascerà la Bonino, entrata in Parlamento 38 anni fa, e Alfano. Ma come fa? L’estate scorsa, quando esplose lo scandalo Shalabayeva, Renzi disse che, se fosse già stato il segretario del Pd, avrebbe sfiduciato Alfano, colpevole di “una vicenda di cui come italiano mi vergogno, che coinvolge una bambina di sei anni” ed era “indegno scaricare su servitori dello Stato e forze dell’ordine tutte le responsabilità senza che venga mai fuori un responsabile politico”. Tutto dimenticato?

Un altro uomo forte del “nuovo” governo Renzi dovrebbe essere Dario Franceschini, che qualcuno vorrebbe financo vicepremier: ma quando, nel 2008, divenne segretario del Pd al posto di Veltroni, Renzi lo chiamò “vicedisastro” perché aveva condiviso con Uòlter la disastrosa campagna elettorale che aveva portato al trionfo di B.. Come può un vicedisastro diventare il vice-Renzi, o anche soltanto un suo ministro? Per l’Economia si alternano fautori di una mega-patrimoniale, come Barca; rigoristi come la Reichlin, aspirante banchiera londinese, il bocconiano Tabellini e i boiardi Bernabè e Padoan; e vecchi politici come Delrio (sindaco di Reggio Emilia) e addirittura Fassino. Per dire quant’è grande la confusione sotto il cielo.

Idem per lo Sviluppo e il Lavoro, dove sembra non si riesca a immaginare nulla di più nuovo e discontinuo di un Ichino, un Moretti, un Montezemolo: le quintessenze del vecchio establishment. La Giustizia, devastata da vent’anni di leggi vergogna trasversali, chiederebbe uno sforzo supplementare di coraggio e fantasia. E invece ecco un “ex” di 18 anni fa come Flick; il solito Vietti che, sebbene abbia materialmente scritto la porcata sul falso in bilancio, pare non piaccia (più) a B.; Guido Calvi, l’avvocato di D’Alema e Geronzi e il coautore di pessime leggi; Andrea Orlando, diplomato al liceo scientifico; e – udite udite – Livia Pomodoro, che già negli anni 80 lavorava al ministero della Giustizia con la Dc e il Psi e poi con Conso in piena trattativa (dovrà testimoniare al processo), e tre anni fa concordò con Ghedini un calendario del processo Mills così lento che andò in prescrizione prim’ancora della prima sentenza. Che cos’è, uno scherzo? Speriamo.

da un articolo del FattoQuotidiano.it

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