La storia di Caino

2 ottobre 2012 | Redazione | Stampa articolo |
La storia di Caino
Costume e Società
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Le emozioni sono importanti e lo sono perché ci permettono di comprendere prima di tutto noi stessi e grazie a ciò di accettare e comprendere anche chi ci circonda. Purtroppo non tutti danno peso alle proprie emozioni in modo da trarne benefici ma le lasciano scorrere senza prendere nulla e rimanendo perlopiù vuoti dentro. Questo capita sopratutto a quelle persone a cui non è mai stato insegnato a prenderle in considerazione per capire come ci si sente realmente. Fin da bambini, soprattutto nei maschi, le emozioni arrivano e ci pervadono all’improvviso ma non sappiamo gestirle e il più delle volte ci sfuggono via senza lasciarci nulla. Ciò è dovuto dal fatto che nessuno ci ha mai insegnato a gestirle ed il problema è più ampio, infatti, molto spesso, sono proprio i nostri genitori a non saperle gestire e soprattutto a non saperle insegnare.

La storia di Caino e Abele ci è sempre stata riproposta come la parabola della rivalità fraterna; in realtà può offrire altri spinti come interpretazione di una storia che riflette la vita emotiva dei ragazzi di oggi, il loro desiderio di essere amati e rispettati e la loro propensione a rispondere all’umiliazione e alla vergogna con rabbia e violenza invece che con la riflessione e la comunicazione. E’ ciò che succede ai giorni d’oggi dove non esiste morale e l’unica arma di comunicazione è la violenza.

Questa biblica storia, che io personalmente intendo in modo laico, riporta di due fratelli, orfani (non credo nella favola di Adamo ed Eva), desiderosi di compiacere il loro Padrone. Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al suo Padrone e anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Padrone gradì l’offerta di Abele ma non gradì quella di Caino che ne fu molto irritato. Il Padrone con risposta tagliente ammonisce Caino per la sua presa di posizione e lo ammonisci di fare il bene e di tenere alta la testa. Caino restò in silenzio a soffrire e ribollire di collera per il rimprovero e accecato dalla rabbia conduce suo fratello alla morte.

La storia di Caino tratta del desiderio di compiacere, soprattutto compiacere il padre, presente in ogni ragazzo e di come una sequenza di reazioni emotive non dominate possa portare al tragico epilogo. Nella delusione e nella vergogna, Caino si sente solo e pieno di collera di fronte ai propri sentimenti non rispettati. Tutto questo rispecchia oggi i ragazzi del nostro tempo.

Come sarebbe stata diversa questa storia se Caino fosse riuscito ad attingere alle proprie risorse interiori di consapevolezza emotiva ed empatia cosi da dominare l’impulso di quel momento?!

Purtroppo Caino non ricevette questa educazione emotiva e la storia la conosciamo tutti……

 

 

Commenti

  1. mobile scrive:

    Davvero una bella interpretazione.

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