Mobbing? Facciamo valere i nostri diritti!

26 luglio 2013 | Redazione | Stampa articolo |
Mobbing? Facciamo valere i nostri diritti!
Costume e Società
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A quanti di voi è capitato di sentirsi offesi, non tutelati, aggrediti e umiliati all’interno del posto di lavoro? Pare che questi avvenimenti accadano sempre più spesso sia nel pubblico che nel privato portando i lavoratori, non solo all’esaurimento nervoso, ma molte volte anche al suicidio. Non solo, con la crisi che in Italia sta affliggendo lavoratori e datori di lavoro, sembra che il fenomeno stia aumentando sempre di più con l’attuazione di “una politica del terrore” da parte dei “capi” verso i dipendenti vittime del così detto “mobbing”. Questa è la migliore defizione che ho trovato in merito: fonte (http://w3.uniroma1.it/mobbing/homepage.asp)

“Dal punto di vista semantico ( To mob vuol dire aggredire ) il Mobbing è un atto consapevole di violenza nel mondo del lavoro, spontaneo o tattico, che spinge il soggetto mobbizzato alla disperazione e talvolta al suicidio (specie nelle società a più elevata elaborazione amministrativa e tecnocratica). Tutto questo si può verificare perché ormai il singolo lavoratore si avverte solo, in preda all’aggressività ambientale o alle disumane richieste di un mondo del lavoro che cambia all’interno delle regole di mercato senza tener conto della struttura e della condizione umana dell’uomo, annullando così le più elementari richieste dell’io”.

La frase che mi ha colpito maggiormente è “[…] senza tenere conto della condizione umana dell’uomo[…]”. Non si fa ovviamente di tutta l’erba un fascio, ma esistono realtà dove la dignità dell’uomo lavoratore viene calpestata e dove spesso il lavoratore stesso non riesce a ribellarsi per la paura di perdere il posto. Senza contare che i posti di lavoro negli ultimi anni permettono a mala pena di sostenersi economicamente, infatti gli stipendi medi si aggirano sui 500/600 euro al mese, soldi che spesso ricoprono anche straordinari e ora lavorate in nero. Mi domando? Ma dove è finita l’integrità dell’uomo? Siamo in crisi, è vero, ma non è giusto piegarsi così, i nostri padri e i nostri nonni facevano le proteste, si ribellavano, tutti insieme, mentre oggi portare avanti una causa per “mobbing” è molto difficile proprio per la mancanza di gente e colleghi che dovrebbero testimoniare i fatti, ma che non si piegano per non perdere il posto a loro volta. In poche parole i “potenti” se ne approfittano e continueranno ad approfittarsene anche quando questa crisi sarà finita. Cosa fare allora nel caso in cui ci trovassimo a subire del mobbing?

Come al solito in Italia c’è poco da fare se non rivolgersi ad un avvocato, ad un sindacato o ufficio del lavoro o all’Ispettorato del Lavoro e, come ho già detto, spesso portare avanti una causa senza testimoni è molto complicato. Nel Nord Europa per esempio è tutto molto diverso:

“[…] nel centro-nord d’Europa, sono nati progetti seri attraverso i quali i dipendenti vengono formati al Mobbing consentendo ad essi di poter usufruire di validi strumenti di difesa, specie psicologica, prima di essere coinvolti in vicende mobbizzanti, essendo già preparati ad affrontare l’aggressione esterna con forza d’animo e senza sensi di colpa.
Nel nostro paese purtroppo c’è ancora tanto da fare in tal senso, ma già esistono diverse Associazioni che si definiscono Anti-Mobbing, come la MIMA istituita da Ege a Bologna e l’OSSERVATORIO NAZIONALE MOBBING-BOSSING istituito da noi a Roma […]”.

In queste associazioni e centri, ora sembra che ce ne sia uno attivo anche nella facoltà di medicina a Tor Vergata, ci si può avvalere di visite approfondite che, nel caso di mobbing reale subìto, rilasciano una cartella clinica che accerta come documento il mobbing ricevuto. Cerchiamo di difenderci e di far valere i nostri diritti. La dignità umana prima di tutto!

Annalisa Marcello

Commenti

  1. Chango scrive:

    Bisognerebbe creare una rete anti-mobbing che aiuti sempre piu ad uscire da queste tristi situazioni. Non è facile è vero ma non bisogna mai smettere di lottare. Articolo molto interessante.

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