Oggi (mi) gira così

9 agosto 2013 | Giorgia | Stampa articolo |
Oggi (mi) gira così
Arte Moda e Cinema
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L’ idea era quella di scrivere un articolo che parlasse delle “premonizioni” nei film di Nanni Moretti, è già, in internet se ne parla molto.
In Habemus Papam (2011), assistiamo ad un “uomo papa” consapevole di non essere in grado di guidare la chiesa e quindi alla derivante abdicazione, simbolo di un potere inadeguato e impreparato di fronte ai mutamenti sociali.
Nel Caimano (2006), viene raccontata l’intenzione di un produttore cinematografico di girare un film sulla storia di Silvio Berlusconi e le dovute complicazioni incontrate nell’impresa, tant’è che poi alla fine del film (nel film) viene girata solo l’ultima scena dove il Cavaliere viene condannato a 7 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici.
Sarà mica un Déjà vu? Certo è anche vero che non è difficile prevedere pioggia con un cielo plumbeo, ma complimenti per la precisione dei dettagli.

Ma in realtà oggi, non volevo prolungarmi troppo nella scrittura, anche se non sembra così, perché pensandoci un po’, pensando ai film che, con il senno del poi, hanno anticipato il presente in atto, ho ricordato un titolo di quelli che sì meritano di essere chiamati “filmoni”, di quelli che ti fanno pensare che Orwell la sapeva lunga, a si se la sapeva lunga!

Quindi la conclusione di questo articolo oggi, non sarà contornata da altre parole aggiuntive, ma si completerà semplicemente con la citazione di un monologo tratto dal film Quinto Potere (1976):

“Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l’ha vive con la paura di perderlo. Il potere d’acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c’è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l’aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma… ma lasciatemi tranquillo! Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l’inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore! Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l’apriate e vi affacciate tutti ed urliate: I’m as mad as hell, and I’m not going to take this anymore!. Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!” Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più! Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, l’inflazione e la crisi energetica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!”
È solo una citazione…

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