100 di questi anni ancora, nonno Bepi!

Ieri la festa in onore del centenario Giuseppe Marangoni

2 luglio 2014 | Redazione | Stampa articolo |
100 di questi anni ancora, nonno Bepi!
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Si è tenuta nella serata di ieri la festa organizzata dai residenti di via degli Elci, con la collaborazione dell’Associazione ALFA di Aprilia, per i 100 anni di Giuseppe Marangoni e noi di eAprilia, non potevamo mancare. Siamo andati per festeggiare con lui, con la famiglia e gli amici, per regalare ad uno dei “fondatori” di Aprilia una pagina che ricordasse il momento, importante, un omaggio che corrispondesse a un regalo, piccolo, ad un uomo grande. E invece, il regalo, lo ha fatto “Bepi”, a noi. Volevamo documentare una vita ed incorniciarla in un giorno unico, come quello appena passato, che chiudesse un secolo di storia personale fatta di sacrifici, stenti, sofferenze e gioie più o meno grandi, ma poi, in questa sera, abbiamo trovato quel senso in più che ha sostituito un resoconto sterile di parole ben accostate che, tuttavia, avrebbero corrisposto ai lettori, solo il piacere di sapere. Quello, quindi, che abbiamo scelto di esprimere in queste righe è la vita stessa, che Bepi, in poche ore, senza saperlo, ci ha insegnato. La prima domanda che poni ad una persona così, che giunta alla soglia dei 100, mantiene l’entusiasmo per il giorno a venire e la grinta per affrontare gli eventi, è quale sia l’ingrediente segreto per l’”elisir di lunga vita”. Lui fa una risata e con semplicità risponde “ Buttarsi tutto dietro le spalle. Io ho sempre fatto così con gli anni: li prendevo e me li buttavo dietro, insieme a tutte le cose che avevano portato. Poi non ci pensavo più che tanto ormai erano passati e non potevo farci più niente”. Sorride ancora e aggiunge “Eh, quante ne ho passate”. Poi si lascia andare ai saluti di chi è pronto a brindare con lui a questo importante traguardo, amici di vecchia data, vicini affezionati che solo per lui, hanno riempito la via di striscioni, bandierine e amore: sì, amore, perché Bepi, per loro, è molto più di un dirimpettaio o vicino di casa. E’ l’uomo che vedevano girare in bicicletta, trafficare in giardino e affaccendarsi in casa; è quello della parola giusta al momento giusto, della battuta ironica adatta a sdrammatizzare un momento; della presenza in un bisogno. Così, al momento del passaggio della fanfara dei Bersaglieri, perché Bepi un tempo era uno di loro, sono accorsi tutti in strada ad applaudirlo, commossi fino alle lacrime, entusiasti di aver potuto rendere tanto ad una persona così. Lo si leggeva nel volto di ognuno di loro, lo si ascoltava nelle loro parole, lo si scopriva tra gli abbracci e i baci che quello che ci trovavamo lì a festeggiare era molto più di un uomo. E siamo rimasti a godere di quell’unione che oggi manca tra chi abita le stesse strade, che troppo spesso si ignora e isola e ne abbiamo, improvvisamente, avvertito la delusione. Se ci affidassimo di più agli anziani, alla loro saggezza, alla loro storia che insegna molto di più di quei pesanti tomi scritti da persone istruite, ma che di vita, probabilmente, conoscono ben poco, avremmo tutto quanto ci basta per essere persone e cittadini migliori. Ma Bepi è anche uno che della cultura non ha mai dispensato “ Adesso non ci vedo più tanto bene, però mi sforzo e leggo. Vedi?” E mi indica dei giornali e dei libri che tiene ordinatamente a disposizione, alcuni dei quali gli sono stati regalati proprio per il suo compleanno, perché chi lo conosce, lo sa. Sa che lui non può fare a meno di tenere la testa impegnata e le braccia: sì perché a 100 anni, Bepi, rammenda, cuce, si ingegna nella creazione di piccoli utensili domestici e, soprattutto, è autosufficiente “Mi faccio tutto da solo. Non voglio nessuno. Perché io ho le mie cose da fare e so io come le devo fare”. Su questo non transige. “Certo – aggiunge- se non avessi tutti sti acciacchi! Mi dicono: beato te che ci sei arrivato. Ma se sapessero…”. Non si rassegna Bepi, che, nello spirito, è ancora un giovanotto. Allora forse il segreto è tutto lì: nel sentirsi giovani. O forse è nel “fare tutto come se…”, ignorando gli anni e le afflizioni.

Ancora grazie Bepi per questo importante esempio di vita: 100 di questi anni ancora!

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