Bambini discriminati a tavola? Menù della mensa diversificati

Con il menu ridotto un risparmio fino a 125 euro su base annua

21 maggio 2014 | Laura | Stampa articolo |
Bambini discriminati a tavola? Menù della mensa diversificati
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È finita anche sui media nazionali la questione mensa a Pomezia. Il Comune ha proposto due menù con prezzo diverso: chi paga di più avrà il dolce o la macedonia a fine pasto, chi paga di meno no.

Scoppia così la polemica sulla decisione dell’amministrazione comunale pometina che penalizza i bambini meno abbienti.

Subito Sinistra Ecologia e Libertà ha attaccato questa decisione relativa all’appalto per le mense scolastiche. «È una inaccettabile discriminazione tra i bambini sulla base del censo e delle capacità economiche delle loro famiglie – spiegano dal partito -.

Nella scuola pubblica non si possono e non si devono creare differenze tra i bambini sulla base delle capacità economiche delle loro famiglie. Farlo vuol dire creare, sin dall’età infantile, una discriminazione intollerabile».

Anche la Vice presidente del Senato Valeria Fedeli e dal Senatore Raffaele Ranucci, del Pd hanno protestato contro questa “discriminazione”: «Inaccettabile scelta operata dalla giunta grillina di Pomezia di utilizzare due menù nelle mense scolastiche a seconda della possibilità di pagamento dei genitori dei bambini.

Una scelta che coinvolge bambini sia della scuola primaria che dell’infanzia e che non fa in alcun modo riferimento a convinzioni alimentari, ma solo ed esclusivamente a parametri economici». Pronta arriva la risposta del vicensindaco Elisabetta Serra che difende il provvedimento: «La scelta nasce dalla volontà di accogliere richieste e proposte giunte da parte dei genitori. Ed è importante sottolineare che la differenziazione ricade esclusivamente sulla portata del dolce e di conseguenza non incide in alcun modo sui valori nutrizionali previsti per i pasti».

Resta il fatto che questa differenza di trattamento a tavola potrebbe causare difficoltà tra i bambini a mensa anche se sembrerebbe più una strumentalizzazione di un caso civile portato su un piano che di politico non ha proprio nulla, tant’è vero che molti genitori hanno optato diligentemente per il menu ridotto in quanto il dessert di fine pasto non è visto come una necessità indispensabile e farebbe risparmiare su base annua fino a 125 euro.

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