Ognuno coltiva il suo “orticello”

12 maggio 2013 | Redazione | Stampa articolo |
Ognuno coltiva il suo “orticello”
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Anche ad Aprilia arrivano gli orti “fai da te”, orticelli che vengono dati in concessione ad affittuari cittadini che intendono coltivarsi ciò che mangiano, per conto proprio.

L’idea degli orti è qualcosa di intelligente che permette di sfruttare meglio terreni non edificabili concedendo la possibilità a tutti coloro che hanno del tempo libero di impegnarlo coltivandosi autonomamente quello che normalmente comprano al mercato o dai tantissimi punti di frutta e verdura nati come funghi in questi ultimi anni.

E cosi anche Aprilia ci mette del suo, ma come sempre ci sono tante polemiche. Nella zona di via Inghilterra, tra via Londra e via Guardapasso, c’è un terreno comunale sul quale sono in corso i lavori per installare un impianto di orti per una cinquantina di persone circa.

Fondamentalmente i problemi principali sono tre:

Il primo, è la posizione del terreno che si trova tra tre edifici  molto grandi e popolati dove già normalmente nei fine settimana è difficile trovare un posto per parcheggiare. Infatti, se l’operazione “orti” dovesse andare in porto, ci si troverebbe con circa 50 nuove macchine in zona in cerca di parcheggio. Proprio un gran bel disagio.

Il secondo, è il semplice fatto che questi orti, seppur la struttura non sia ancora stata costruita, sembrerebbero già stati quasi tutti assegnati e a fomentare ancor di più gli animi, il fatto che non siano stati presi in considerazione come prelatari coloro che abitano proprio in quella zona.

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Il terzo ed ultimo punto ma anche il più importante a furor di popolo, il fatto che quell’area sarebbe potuta essere rivalutata con la creazione di un bel parco giochi per i tanti bambini che vivono in quella zona ed anche per le molte persone anziane di quella zona che avrebbero potuto godere di una zona verde.

 

 

Gli orti a quanto pare fanno gola a molti e sembra che il business dietro questa nuova attività sia crescente, diciamo fiorente! Ed intanto cresce la protesta popolare.

 

 

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