Dal 5 ottobre all’8 dicembre 2013 “Vacatio”, Festival Internazionale di Roma della Fotografia

25 settembre 2013 | Redazione | Stampa articolo |
Dal 5 ottobre all’8 dicembre 2013 “Vacatio”, Festival Internazionale di Roma della Fotografia
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FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma arriva al 2013 con un progetto che ne conferma la crescita di prestigio ed il respiro internazionale, promuovendo la fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi e valorizzando i talenti emergenti con un’attenzione sempre più concreta alle produzioni originali.

Dopo FuturespectiveMotherland e Work, la XII edizione di FOTOGRAFIA indaga il temaVacatio, ovvero della sospensione e dell’assenza in fotografia, continuando il suo cammino di ricerca in ambito visivo.

Ragionare su questo tema significa riflettere fortemente e con pazienza sull’atto del fotografare, sulla specificità della disciplina anche in relazione alle nuove tecnologie, significa capire sin dove può arrivare la sottrazione e ragionare sul confine tra la fotografia e le altre arti. Sospensione e assenza si intendono qui in contrapposizione a valori fotografici di riempimento e di rappresentazione nei confronti del soggetto fotografato.

Il bisogno di fotografare, il riflettere su cambiamenti di identità, l’assenza stessa del mezzo fotografico o del fotografo durante la fotografia. L’inversione di tendenza è rappresentata dal sancire in via definitiva l’importanza del fotografo sul soggetto fotografato, appunto il non cercare soggetti in un’epoca di incertezze strutturali e sociali. Asciugare tutto, arrivare all’assenza come essenza. Rispettare la condizione individuale e di solitudine; su questi nuovi scenari labili, ricostruire un tessuto forte della fotografia d’autore ricominciando a lavorare sulle singole identità, lottare per la secca estetica di ognuno di noi, la profondità.

In un’epoca di “vacatio” istituzionali, ripartiamo dal bisogno di testimoniare, di combattere nuove e vecchie assenze nel mondo, dall’affermare con la fotografia che qualcosa è esistito, e interrogarsi, ora che abbiamo bisogno di punti fermi, che la fotografia può spaziare anche in terreni non reali, su cosa ci manca o di cosa sentiremo la mancanza. La sospensione e l’assenza nella fotografia, che per sua stessa definizione è una pratica di pensiero diffusa e dal basso, é testimonianza, riflessione, velocità e concetti.

Presso il Macro – Museo d’arte Contemporanea di Roma.

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