“Shylock” in scena allo Spazio 47 di Aprilia

23 settembre 2013 | Redazione | Stampa articolo |
“Shylock” in scena allo Spazio 47 di Aprilia
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A cura di Antonia Pèsare

Sabato 28 settembre, alle ore 21.00, andrà in scena al Teatro Spazio 47 “Shylock”, una pièce di Gareth Armstrong, tradotto e adattato da Francesca Montanino, con la regia diMauro Parrinello, in questo caso anche attore protagonista.

Mauro nasce a Ciriè, Torino. Allievo di Michele Di Mauro e Leo Muscato, nel 2007 si è diplomato alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Diretto da Valerio Binasco in “Noccioline” di Fausto Paravidino per il Teatro Eliseo di Roma, ha recitato nel film “Giorni e nuvole”di Silvio Soldini e in alcuni cortometraggi indipendenti. In tv ha interpretato il personaggio dell’Orchetto Leo nella “Melevisione”. Collabora con “La CompagniaDeiDemoni” con Jacopo Bicocchi, Patrizia Farina, Massimo Malagugini e Gisella Szaniszlò.

“Shylock” è uno spettacolo che offre allo spettatore l’opportunità di una visione insolita del Mercante di Venezia: il personaggio chiave, l’ebreo Shylock appunto, ruba la scena a colui che il titolo presenta come personaggio principale (in questo caso Antonio, il mercante di Venezia) ed è raccontato da Tubal, ebreo anche lui, che nel Mercante di Venezia è appena una comparsa.

Il testo narra soprattutto della cattiveria di Shylock il quale viene maltrattato e umiliato da tutti solo per la sua razza e per il suo lavoro di usuraio ed è costretto a vivere in un ghetto. Stanco delle varie angherie decide di reagire e di sfogarsi su Antonio.

La vicenda, che si svolge a Venezia tra il 1600 e il 1700,  narra le vicende di Bassanio, amico di Antonio, che chiede un prestito di 3000 ducati a quest’ultimo per poter corteggiare Porzia.

Ma Antonio non possiede la cifra richiesta da Bassanio, perciò aspetta il rientro delle sue tre navi, cariche di beni, e si offre come garante nei confronti dell’ebreo Shylock, il quale presta la somma a condizione che, nel caso non venga restituita entro tre mesi, venga prelevata una libbra di carne di Antonio, suo rivale e nemico.
Bassanio così può sottoporsi alla scelta dello scrigno tra i tre di oro, argento e bronzo che il padre defunto di Porzia ha sottosto ai corteggiatori al fine di stabilire quale di loro avrà la sua mano. Sceglie lo scrigno giusto che contiene la frase “tu che non scegli dall’apparenza hai sorte benigna e scegli bene poiché ti è arrivata la fortuna, sii contento e non cercarne un’altra”.
Nel frattempo le navi di Antonio sono date per disperse e allo scadere del prestito, Shylock vuole la libbra di carne pattuita e nonostante gli vengano offerti 6000 ducati rifiuta.

Scene drammatiche si alternano a scene romantiche ed ironiche. Lo spettatore è stupito per la crudele richiesta di pagamento di Shylock e rimane con il fiato sospeso fino a quando Porzia con abilità e furbizia cambia la sorte di Antonio. Con l’aiuto di Nerissa, la sua cameriera, Porzia si traveste da avvocato e riesce a ribaltare le accuse che si riverseranno su Shylock per aver tramato al fine di uccidere un cittadino veneziano. Nel frattempo rientrano le navi di Antonio.

La conclusione imprevista ribalta la situazione e il bene vince sul male.

 

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