Weekend con L’orso

8 aprile 2014 | Serena Carollo | Stampa articolo |
Weekend con L’orso
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“L’orso è un paesaggio. L’orso è quel paesaggio che attraversi in bicicletta quando dal paese ti dirigi verso la
città. […]”
Queste sono le primissime righe della loro descrizione. Loro? Quattro ragazzi, una band, un orso.
Gli individui di cui stiamo parlando hanno dai 24 ai 28 anni, tutti laureati, ovviamente, e questo ci tengono a specificarlo. Insieme intrecciano le loro precarietà, disequilibri e accordi, grazie a questi ultimi ogni tanto fanno uscire dei dischi. Quattro elementi di istanza a Milano, ma con patrie dislocate per tutto lo stivale (Ivrea, Messina, Treviso e la stessa Milano).
A differenziarli non è solo la geografia ma anche le esperienze musicali. Mattia, Tommaso, Gaia e Giulio sono strumenti diversi, ma che insieme riescono a produrre una musica capace di sorprendere. Le loro canzoni rendono appagati, perché quando s’incontra la giusta armonia il piacere è inevitabile. Si tratta di unire diverse tipologie di orecchie e poi far spuntare un sorriso d’approvazione sulle labbra di tutti e quattro. C’è chi ascolta hip hop, chi musica cantautoriale, chi spinge sempre per un tono rock, ma più o meno a tutti piace l’indie. Non sorprende dunque che L’orso non rientri in una genere musicale ben definito, se dicessimo indie pop non sarebbe corretto.

Alle loro spalle quattro EP: L’orso (Garrincha Dischi, Aprile 2013) La domenica – EP (Garrincha Dischi, Aprile 2012) La provincia – EP (Garrincha Dischi, Novembre 2011) L’adolescente – EP (Autoproduzione, Febbraio 2011. Ristampato da Garrincha Dischi, Novembre 2011). Un percorso modello, arricchito da un’attività live frequente, sostenuta da tutti e quattro.

La filosofia del gruppo è quella di scoprire piccole case in ogni palco. I loro brani sono “gentili” nelle sonorità e i loro testi ricchi di malinconia, colorati dalla tenera inquietudine tipica dell’età adolescenziale. Hanno ragione a dire che L’orso è un paesaggio, farebbero ancora meglio a dire che è un insieme di paesaggi. Una raccolta di cartoline da tenere in cassetto e poi spargere sul letto quando abbiamo bisogno di riempirci gli occhi. Grazie ai loro testi e alla dolcezza di una voce pronta a sussurrarteli è difficile, ascoltando, non intessere la tua vita con le loro parole.

L’11 aprile è un venerdì, il prossimo.
Andate al Sottoscala (LT) a farvi raccontare delle storie da L’orso.

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