Dulce de batata dalla tradizione Argentina.

23 dicembre 2012 | Redazione | Stampa articolo |
Dulce de batata dalla tradizione Argentina.
Cucina
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Postre vigilante, o tradotto, “dolce dello sbirro”. Sembra che quest’ultima denominazione venga coniata agli inizi del ‘900 nel quartiere di Palermo, all’epoca ben diverso dal centro modaiolo e fintamente alternativo che risulta essere oggi. Capannoni, silos, discariche, agglomerati di costruzioni disordinate e precoci esempi di baraccopoli avevano procurato a questa parte allora periferica della città il soprannome poco rassicurante di terra del fuoco: “calcinacci primordiali, angoli di aggressione e solitudine, uomini furtivi che si chiamavano con fischi e che sparivano all’improvviso nella notte laterale dei vicoli”, così lo descriveva Jorge Luis Borges in una delle sue prime raccolte di poesia, “Fervore di Buenos Aires”.

Erano i tempi dei compadritos, dei guapos e dei malevos, i duri che col cappello calcato sugli occhi, stivali col tacco e fazzoletto di seta al collo stazionavano guardinghi agli angoli delle strade, appoggiati al muro, sorvegliando i loro loschi affari con un coltello a serramanico in tasca, illuminati dal faro rosso di qualche postribolo dove poter affogare la propria miseria e la propria alienazione nella nebbia del gin e del tango, quella musica “sensuale, brutale, marginale, che mischiava l’insolenza alla meschinità, la voluttà alla durezza, la tristezza secolare alla rozza felicità dei bordelli”, come lo definì Manuel Gálvez, il cantore della Buenos Aires di inizio ‘900.

Tagliagole e malviventi ai margini della città, frontiera violenta e sanguinaria sull’orlo della Pampa, allora molto più vicina e presente che oggi. Case basse e sporche, spazzatura a marcire sotto al sole agli angoli delle strade di terra battuta, donne con pance enormi, spettinate e squallide, che si parlano da una porta all’altra richiamando cani e bambini sotto un cielo terso e bugiardo. Poco più in là, uno dei confini naturali della città, ilMaldonado, corso d’acqua putrida oggi sotterraneo, che in epoca di pioggia era solito gonfiarsi ed inondare queste terre di nessuno.

Era in questo panorama immobile e desolante che si muovevano ivigilantes, gli “sbirri”, che per mitigare i morsi della fame consumavano per strada il dolce spartano al quale col tempo avrebbero dato il nome.

Per chi conosce Buenos Aires, Borges immaginò una storia differente da quella ufficiale, una versione mitica e onirica della fondazione della città, secondo cui questa non avrebbe avuto origine nel Sud, nella zona di Parque Lezama prossima a La Boca come si racconta, ma proprio a Palermo, e precisamente nell’isolato delimitato dalle vie Paraguay, Gurruchaga, Guatemala e Serrano, oggi a lui intitolata, dove si trasferì a vivere con la famiglia nel 1921. La scrittrice Estela Canto, della quale il poeta s’innamorò, lo avrebbe descritto metodico e dai gusti semplici, abituato ad ordinare regolarmente, quando cenava al ristorante, una bistecca ben cotta, contorno di insalata e queso y dulce de batata per dolce.

 

Ingredienti per il Dulce de Batata:

– patate dolci americane, 1 kilo;

– zucchero di canna, 500 grammi;

– 4 fogli di colla di pesce, di quella che si usa per fare la gelatina;

– essenza di vaniglia, 1 cucchiaio;

– acqua, 700 – 800 ml.

Preparazione

Lavare bene le patate e metterle a bollire con la buccia. Una volta cotte, sbucciarle e farne un purè. Mettere a bollire in una pentola l’acqua con lo zucchero, e quando sarà arrivata a ebollizione aggiungere la purea ottenuta. Cuocere per un quarto d’ora circa senza smettere di mescolare.

Nel frattempo mettere a mollo in acqua tiepida i fogli di colla di pesce per 10 minuti circa; estrarli ed aggiungerli uno alla volta al purè, che così raggiungerà una consistenza piuttosto densa.

Versare la marmellata in un recipiente rettangolare, coprire con pellicola da cucina e una volta raffreddata lasciare riposare in frigo per almeno quattro o cinque ore, fino a che non sia diventata ben solida. A questo punto, potrete tagliare una generosa fetta del vostro dulce e accompagnarla con una di Quartirolo lombardo, Masdaam olandese, Goudà o il formaggio che preferite, ed eventualmente offrirlo ai carabinieri o ai vigilanti che potreste veder passare fuori dalle vostre tiepide case.

 

articolo da pangeanews.net

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