Dimmi cosa tweetti e ti dirò come stai

Dalla ricerca australiana, un nuovo programma di analisi degli umori nel mondo

21 maggio 2014 | Redazione | Stampa articolo |
Dimmi cosa tweetti e ti dirò come stai
News
0

 

“We Feel” è il nuovo strumento di ricerca progettato dall’Ente Nazionale di Ricerca Australiano Csiro e dal Black Dog, Istituto occupato nel sostegno alle vittime di depressione, con il supporto tecnico di Amazon Web Services. Attraverso una raccolta di tweet, provenienti da tutto il mondo, il sistema è in grado di operare una classificazione degli stati umorali dei soggetti attraverso l’analisi di 600 termini specifici che interessano un flusso medio di 27 milioni di messaggi al giorno. Mediante questo processo è possibile , così, classificare, gerarchicamente gli stati emotivi di chi accede al celebre social network ed offrire un importante contributo alla ricerca: “We Feel” velocizza infatti la raccolta dati che interessano eventuali analisi finalizzate alla conoscenza e al monitoraggio dello stato di salute generale; permette di comprendere le reazioni dei soggetti in corrispondenza di fatti specifici; di classificare i luoghi in cui la vita sembra essere migliore. Una vera e propria biblioteca degli umori, quindi, che ricorda, tuttavia, un altro progetto, attivo dal 2005 che recava il nome di “We Fell Fine” a cura di J. Harris e S. Kamvar. Attraverso l’analisi temporale di stati raccolti dai Blog e dai più popolari social network mediante la parola chiave “Mi Sento”, “We Feel Fine” offriva la possibilità di rispondere a domande in merito alla variazione dell’umore in rapporto al passaggio delle stagioni; all’eventuale situazione socio-economica del paese; in rapporto al sesso e all’età. Grazie poi all’impostazione standard che i blog ed i social network possiedono, età, sesso, provenienza erano facilmente individuabili e classificabili. Le nostre informazioni, a quanto pare, quelle che quotidianamente divulghiamo, non si fermano più, pertanto, ai soli scopi commerciali, ma si rendono utili ed essenziali.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su